L’Annuario della Nobiltà Italiana

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L'opera, fondata nel 1879 dal Nobile commendatore Giovan Battista Crollalanza, uno dei maggiori studiosi di araldica a livello mondiale, della quale i presenti due volumi costituiscono il primo aggiornamento apparso dopo 97 anni dall'ultima edizione, riporta cenni storici, anagrafici e araldici su migliaia di famiglie nobili e notabili italiane, estinte e fiorenti (circa 19.000 sono i casati citati) ed è da considerarsi la più completa come repertorio del suo genere, nonché il più antico repertorio araldico nobiliare italiano. In questa nuova serie, la cui compilazione è stata approvata, per la parte riguardante le famiglie Reali, da appositi delegati nel Comitato Scientifico nominati da alcuni dei Capi delle Dinastie già Sovrane nel territorio del nostro Paese, le schede storico araldiche sono sovente accompagnate da illustrazioni a colori e in bianco e nero, riproducenti stemmi antichi e moderni, ritratti, vedute di castelli, palazzi, ville, monumenti araldici e gentilizi. La sontuosa veste editoriale è la medesima dell'Annuario del Crollalanza, che a sua volta si era ispirato alle vecchie e gloriose edizioni dell'Almanacco di Gotha.

 

 

Struttura

La nuova serie dell'Annuario, articolata in 7 parti che trattano, attraverso le schede familiari, aspetti sovente inediti o poco noti dell'araldica e delle nobiltà italiane, è così strutturata:

 
Parte I

Sommo Pontefice e Sacro Collegio e Famiglie Reali italiane (Savoia, Borbone delle Due Sicilie, Asburgo Lorena, Borbone Parma, Asburgo - Este);

 

Parte II

 famiglie riconosciute o iscritte d'ufficio negli Elenchi Nobiliari del Regno d'Italia, ovvero create nobili o titolate dai Re d'Italia;

 

Parte III

suddivisa in 4 sezioni principali:
  1.  pontificia:
    famiglie che ottennero titoli nobiliari Sommi Pontefici dopo l’anno 1870 e non autorizzati in Italia prima del 1946 o provvedimenti nobiliari da parte del Corpo della Nobiltà Italiana;
  2. parte maltese:
      - storica: famiglie (anche straniere) che ottennero un provvedimento  nobiliare da un Gran  Maestro del Sovrano Militare Ordine di Malta prima della perdita della sovranità territoriale sulle isole maltesi o che ivi godettero “nobiltà civica”;
    - corrente: famiglie che hanno provato la propria nobiltà nel corso di un processo nobiliare per l'ammissione nel S.M.O.M.;
  3. famiglie decorate di titoli nobiliari o che ottennero riconoscimenti da S.M. Umberto II Re d'Italia durante il suo esilio; provvedimenti nobiliari da parte  del Corpo della Nobiltà Italiana; 
  4. famiglie che hanno provato la propria nobiltà nel corso di un processo  nobiliare per l'ammissione, dopo la caduta del Regno d'Italia, o che la  ottennero con l'ammissione, nel S.M.O. Costantiniano di S. Giorgio (Borbone              Due Sicilie), nel S.M.O. di S. Stefano (Asburgo Lorena di Toscana),  nell'Ordine di S. Lodovico (Borbone-Parma);
 

Parte IV

 famiglie italiane che hanno dimostrato, a tenore del regolamento per la pubblicazione nell'Annuario, di essere fregiate prima dell'unità d'Italia, di titoli nobiliari, oppure alcune delle famiglie che fecero istanza all’Annuario, oppure che ottennero titoli nobiliari dalla Repubblica di San Marino o dal Principato di Monaco

 

Parte V

famiglie italiane in antico possesso di stemma e con vita more nobilium, alcune delle quali hanno ottenuto un provvedimento di riconoscimento da parte del Regno d’Italia, dal Corpo della Nobiltà Italiana, oppure da un Ufficio Araldico straniero, o discendono da quei casati piemontesi che consegnarono lo stemma ai Delegati Ducali nei Consegnamenti del 1580, 1613-1614 o 1687-1688, o discendono da famiglie che ottennero stemmi durante il dominio degli Asburgo Lorena in Lombardia e la conseguente sua delineazione nel Codice Araldico delle Famiglie Nobili (Codice Araldico Teresiano) (dal 1787 al 1835);

 
Parte VI

 casate nobili e patrizie sammarinesi oppure famiglie straniere (molte delle quali italiane) decorate di titoli nobiliari dalla Repubblica;

 
Parte VII

 famiglie italiane che ottennero, dopo il 1948, titoli e/o stemmi da sovrani stranieri o loro delegati.
 

Le partizioni dell'Annuario non registrano una gradazione di nobiltà decrescente, ma trattano invece la parte storico anagrafica delle famiglie italiane a lume di criteri scientifici particolari e generali, fondati su diritti nobiliari, e consuetudinari, stratificatisi nel corso di vari secoli, che assistono le diverse parti dell'Annuario come se le Fonti che li hanno generati ancor oggi fossero nel pieno loro vigore giuridico; le parti successive alla seconda (famiglie iscritte negli Elenchi Ufficiali o nel Libro d'Oro del Regno) tentano oggi di registrare tutte quelle particolarità araldiche e nobiliari proprie dell'Italia contemporanea, che affondano le radici nella storia travagliata e - sino a 150 fa - non politicamente unitaria del nostro Paese. Del resto la compilazione di Nobiliari ispirati a criteri giuridicamente ben definiti è comune a tutti i prontuari di maggior reputazione stampati all'Estero, ove la nobiltà è classificata secondo rigorosi canoni scientifici.

L'editore ha ritenuto che il sacrificare, o il continuare ad allentare i criteri di pubblicazione di vecchi repertori nobiliari da parte di alcuni editori moderni, in ossequio ad una eccessiva semplificazione o per soddisfare le richieste di alcuni generosi sottoscrittori, coll'introdurre ad accorpare famiglie con origini nobiliari disparate, alla fine genera solo confusione rendendo il repertorio assai poco interessante sotto molti aspetti e causando fraintendimenti non sempre innocenti.

La nuova serie dell'Annuario tenta di confutare quegli studiosi del diritto nobiliare, soprattutto stranieri, che, confrontando i repertori italiani sino ad oggi dati alle stampe con i loro rispettivi almanacchi e annuari nobiliari nazionali rimproveravano all'Italia di essere una nazione priva di un repertorio nobiliare scientificamente e storicamente considerabile anche sotto l'aspetto, nient'affatto secondario, della fondatezza giuridica dei criteri che ne assistono la compilazione, rilevando che gli unici repertori disponibili, quando non infilavano addirittura tra una famiglia principesca romana di origini papali e una stirpe ducale napoletana vecchia di quattro secoli una nuova creazione nobiliare di qualche esotico pretendente, placidamente le accorpavano con titolati sammarinesi e pontifici, famiglie di nobiltà accertata da Ordini Cavallereschi concessi da fons honorum tutt'altro che omogenee, ecc.  La novità della nuova serie dell'Annuario rispetto ad altri repertori e annuari nobiliari è rappresentata proprio dalla suddivisione dell'opera in sette parti, alcune delle quali, come sopra illustrato, ripartite in sezioni: questo venne fatto al fine di ottenere una panoramica per quanto possibile completa, vasta e progressivamente esaustiva delle famiglie nobili e notabili italiane e quella di catalogare le famiglie in ragione della loro posizione storico-araldica; ogni parte e relative sottosezioni sono precedute da brevi note che ne spiegano l'origine e i criteri di compilazione.

La suddivisione dell'Annuario ha permesso, per la prima volta in assoluto, la pubblicazione e la trattazione di famiglie nuove, pur senza derogare ai ferrei criteri scientifici che assistono la compilazione dell'opera e la stesura delle diverse parti. Da questo è derivata la possibilità di inserire, nella parte V, le famiglie di antica notabilità, in possesso di uno stemma di cittadinanza o appartenenti alla piccola nobiltà, casate che finora non comparivano organicamente e sistematicamente in nessun repertorio.

Storia

L’Annuario della nobiltà italiana è un prestigioso repertorio periodico genealogico, anagrafico ed araldico sulle famiglie nobili italiane, viventi ed estinte, e delle famiglie notabili italiane (casate in possesso di stemma e con vita more nobilium). Fondato nel 1879 ad opera di Giovan Battista Crollalanza, uno dei maggiori studiosi di araldica di sempre, costituisce oggi il più solido ed autorevole punto di riferimento in Italia per la genealogia passata e presente delle persone appartenenti alle antiche famiglie nobili italiane.

L’Accademia italiana d’araldica ne pubblicò ventisette edizioni, fino al 1905. Si succedettero nella direzione della prima serie del periodico Giovan Battista Crollalanza, il figlio di questi, Goffredo di Crollalanza, sino al 1904 ed il fratellastro di quest’ultimo, Aldo di Crollalanza sino al 1905. Nel 2000 venne fondata la nuova serie dell’Annuario, con la pubblicazione della XXVIII edizione, in due volumi, a cura di Andrea Borella, per la casa editrice SAGI.

La presidenza onoraria dell’opera venne assunta da Onda di Crollalanza, nipote di Goffredo e di Aldo di Crollalanza e pronipote di Giovan Battista Crollalanza. L’edizione XXX, posta sotto il patrocinio del Comune di Torino é uscita nel 2006, ed è stata presentata il 10 dicembre 2007 a Torino, alla presenza del Presidente del Consiglio Regionale e di S.A.R. il Principe Reale Amedeo di Savoia, che ne ha firmato anche la prefazione.  
L'Annuario della Nobiltà Italiana è il maggiore repertorio periodico dedicato alla genealogia di famiglie nobili, mai compilato a livello mondiale. Ciascuna edizione racchiude milioni di dati genealogici, biografici ed araldici. La sede della redazione è presso il Palazzo Juvalta - Grolli in Teglio (Sondrio).

 

Distributore XXXI Ed.